Abbadia di Fiastra, l’eredità cistercense nel cuore verde delle Marche

Abbadia di Fiastra Viaggi da Film

Un gioiello cistercense

Fondata nel 1142 dai monaci cistercensi provenienti dall’Abbazia di Chiaravalle di Milano, l’Abbadia sorse su un’area già ricca di storia: proprio qui si trovava infatti l’antica città romana di Urbs Salvia (attualmente Parco Archeologico), da cui i monaci trassero materiali per la costruzione della chiesa e degli edifici conventuali. L’impianto architettonico, austero ed elegante, riflette alla perfezione i canoni dello stile cistercense: linee sobrie, uso sapiente della luce, equilibrio tra funzionalità e spiritualità.

La basilica, con le sue tre navate scandite da pilastri e archi a sesto acuto, colpisce per la solennità semplice e per l’atmosfera di raccoglimento che invita a fermarsi, respirare e osservare. Accanto, il chiostro conserva ancora intatto il fascino della vita monastica, mentre i diversi ambienti raccontano la vita quotidiana dei monaci.

Si entra nella sala del capitolo, dove un tempo si leggeva la Regola, e poi nelle grotte, utilizzate per la conservazione dei viveri. Le cantine, realizzate in epoca gesuitica, oggi ospitano il Museo del Vino, mentre la sala delle oliere — che custodiva l’olio per la comunità — accoglie oggi una preziosa raccolta archeologica con reperti provenienti da Urbs Salvia. C’è poi il cellarium, il grande magazzino del monastero, oggi non accessibile ma raccontato attraverso suggestive fotografie degli interni, e il refettorio dei conversi, arricchito da colonne e capitelli recuperati dall’antica città romana, visibile attraverso una finestra affacciata sul chiostro.

Abbadia di Fiastra – Interni (photo credit Maria Carla Rota)

La storia dell’Abbadia di Fiastra

Nel corso del Medioevo il monastero divenne uno dei più importanti d’Italia, attirando ricchezze e potere. Nel 1422 Braccio da Montone, capitano di ventura e signore di Perugia, lo saccheggiò, affidandone poi il controllo ai cardinali commendatari. Più di un secolo dopo, nel 1581, l’abbazia passò nelle mani dei Gesuiti.

Poi, un nuovo capitolo si aprì nel 1773, quando la proprietà venne ceduta alla nobile famiglia Giustiniani Bandini, che costruirono la loro nobile, elegante residenza verso l’ala sud del monastero. Con la morte, senza eredi, dell’ultimo componente della famiglia, nel 1918 l’intero complesso fu lasciato a una fondazione che ne porta ancora oggi il nome.

Dopo secoli di assenze e ritorni, nel 1985 i monaci cistercensi fecero di nuovo ingresso all’abbazia, restituendo per qualche decennio al luogo il suo antico respiro spirituale. Nel 2018, tuttavia, il priorato fu chiuso e i religiosi dovettero lasciare la comunità.

La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra

Oggi, attorno al complesso monastico si estende la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, istituita nel 1984, che tutela circa 1.800 ettari di campi, boschi e corsi d’acqua, un patrimonio naturalistico e paesaggistico di straordinario valore. Sentieri escursionistici e percorsi ciclabili conducono i visitatori tra querce secolari, prati fioriti e zone umide abitate da aironi, fagiani e scoiattoli. Un invito a rallentare e a immergersi in un paesaggio che ha mantenuto intatto il rapporto armonioso tra uomo e natura.

Il Parco della Vita

Nel 2023 è stato inaugurato anche il Parco della Vita, che ha una superficie di circa 2 ettari e mezzo, realizzato dalla Fondazione Giustiniani Bandini affinché chiunque possa piantarvi un albero da dedicare a una persona cara, a un nuovo nato, a qualcuno che non c’è più o a un evento particolare della propria esistenza. Ogni albero diventa quindi il custode di un messaggio: l’iniziativa ha ricevuto numerose adesioni e prenotazioni da parte di privati cittadini, tanto che ad oggi si contano oltre 300 piante.

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Abbadia di Fiastra – Parco della Vita (photo credit Maria Carla Rota)

Film girati all’Abbadia di Fiastra

Il Complesso abbaziale di Chiaravalle di Fiastra, con la campagna e i casolari circostanti, fa da sfondo al docufilm dedicato a Sisto V “The Iron Pope”, un film documentario che intende celebrare il personaggio di Felice Peretti . Attraverso una narrazione che alterna ricostruzioni di scene di fiction e interviste a esperti, vengono raccontate la storia della vita e le opere del pontefice marchigiano, interpretato da Francesco Castiglione

Per info: http://www.abbadiafiastra.net/it/

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